Il respiro racconta a cosa siamo esposti, anche negli ambienti di lavoro

17 giugno 2026

Ogni volta che espiriamo, insieme all’aria rilasciamo migliaia di composti diversi. Si tratta di oltre tremila molecole volatili, a cui si aggiungono una componente liquida, costituita da vapore acqueo e minuscole goccioline, e una frazione di particelle solide. Nel loro insieme, questi elementi rappresentano una vera e propria “fotografia” chimica di ciò che accade all’interno dei nostri polmoni e, più in generale, del nostro organismo.

Particolarmente preziosa è la cosiddetta frazione alveolare del respiro, quella proveniente dalle zone più profonde dei polmoni e che, essendo direttamente coinvolta negli scambi con il sangue, riflette ciò he l’organismo ha assorbito di recente

Oggi sappiamo che il respiro non racconta soltanto come stanno i polmoni, ma anche a quali sostanze siamo stati esposti, attraverso l’aria che respiriamo, gli alimenti che ingeriamo o il contatto con la pelle.

Questa evidenza emerge dalla review pubblicata nel 2024 da Bakali et al. sulla rivista Trends in Analytical Chemistry, che riassume lo stato dell’arte dell’analisi del respiro come strumento per valutare le esposizioni ambientali e professionali. 

Lo studio conferma come nell’aria che espiriamo possano essere rilevate le sostanze inquinanti a cui siamo stati esposti, i loro “prodotti di scarto”, oltre ai segnali che indicano infiammazione e stress nell’organismo.

Alcuni esempi concreti

• Sportivi e ciclisti che si allenano nel traffico mostrano nel fiato tracce delle sostanze dei gas di scarico e segnali di infiammazione legati allo smog.

• Chi lavora in agricoltura può presentare nel respiro residui di pesticidi o segni dell’esposizione a polveri e bioaerosol di stalle e compost.

• I vigili del fuoco rivelano nel respiro sostanze tipiche della combustione, a volte anche indossando i respiratori: prova che certi composti entrano attraverso la pelle.

• I nuotatori espirano composti derivati dal cloro delle piscine.

• Sono state perfino individuate microplastiche nell’aria espirata, aprendo nuove domande sull’esposizione quotidiana a questi contaminanti.

Perché è importante

Comprendere ciò che entra realmente nel nostro organismo, e non solo ciò che è presente nell’ambiente circostante, permette di valutare in modo più accurato i rischi per la salute.

Le informazioni ottenute dall’analisi del respiro possono contribuire a migliorare la prevenzione, supportare la definizione di ambienti di lavoro più sicuri, ottimizzare i sistemi di ventilazione e favorire scelte più consapevoli nelle aree soggette a inquinamento ambientale.

Sebbene questa disciplina sia ancora in una fase di sviluppo, le prospettive sono estremamente promettenti e le prime applicazioni concrete sono già realtà.

Anche in Italia sono in corso studi in questa direzione. Il Mistral Sampler, il dispositivo sviluppato e prodotto da Predict per il campionamento dell’espirato, è attualmente impiegato in un progetto di medicina del lavoro presso il Centro Ospedaliero Militare di Milano, con l’obiettivo di valutare l’esposizione dei lavoratori ai Composti Organici Volatili (VOC) presenti negli ambienti professionali.

Il nostro respiro, oltre a tenerci in vita, potrebbe diventare uno strumento prezioso per proteggere la nostra salute.

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